I motivi sono svariati.
Rischio di sembrare provinciale, lo so, ma abbiamo troppi dolci in Italia che dovremmo riscoprire, rivalutare, amare, ammodernare prima di andare a pescare la tradizione di oltreoceano.
Secondo, ma non in ordine di importanza, questo dolce altro non è che uno spericolato assemblaggio di prodotti industriali, con buona pace dell'artigianalità e della trasformazione.
Terzo: ma quanti grassi? Un sacco, eppure passa per un dolce "estivo", addirittura "fresco"... PER QUESTE RAGIONI, CHE NON SONO IRRISORIE, AMO DEFINIRLO SCHERZOSAMENTE (MA NEANCHE TROPPO) UN NON DOLCE!
Comunque a mio cugino Federico piace molto, mia figlia ne va matta e quindi mi accingo anche io a produrre e presentare una cheese, e come sempre senza alcuna presunzione di detenere la verità o la ricetta-perfetta.
L'ho fatta.
L'ho assaggiata.
L'ho trovata passabile (accettabile, anche se Bea dice che è super super-buona) e quindi eccola qui, nel mio blog. La forma a cuore non è casuale appunto.



